Quali sono i benefici psicofisici che si ottengono praticando la Mindfulness?


southern-alps-1920x400

 

Innanzitutto una pratica costante e duratura ci insegna un modo nuovo, più autentico, di PRENDERCI CURA DI NOI STESSI: a livello psicologico favorisce la CALMA, la CONOSCENZA e l’ACCETTAZIONE di sé, la disautomatizzazione degli SCHEMI ABITUALI di pensare e di agire, spesso rigidi e poco costruttivi, consolidando con il passare del tempo una “base sicura internalizzata” a cui affidarsi in ogni momento, soprattutto quando si sperimentano stati di sofferenza (Wallin, 2007).

Diversi ricercatori sono infatti attualmente concordi nel sottolineare come la mindfulness sia positivamente associata a una varietà di indicatori di BUONA SALUTE PSICHICA, come ad esempio la presenza di un numero maggiore di EMOZIONI POSITIVE con una conseguente riduzione di quelle negative, una maggior SODDISFAZIONE DI SE’, un aumento della VITALITA’, e una capacità più matura di REGOLAZIONE EMOTIVA (Keng, Smoski & Robins 2011).

Può quindi essere particolarmente utile affacciarsi a un percorso di meditazione mindfulness laddove siano presenti alcune PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE, come (Amadei, 2013):

  • Alti livelli di stress
  • Ansia
  • Difficoltà di addormentamento
  • Fobie
  • Depressione
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Sintomi di evitamento conseguenti a disturbo post-traumatico

Alcune ricerche si sono concentrate sull’impatto della meditazione sul CORPO, mettendo in luce in che modo la pratica agisca sull’aumento del benessere psicofisico.

I livelli di GLUCOCORTICOIDE (ormone dello stress) si abbassano, e così anche il RITMO CARDIACO e il consumo di OSSIGENO (Sapolsky, 2004).

La capacità del SISTEMA IMMUNITARIO aumenta (Davidson et al., 2003).

A livello neuronale la CORTECCIA PREFRONTALE SINISTRA, associata all’espressione di emozioni positive, si attiva maggiormente, mentre viene inibita l’attivazione dell’AMIGDALA, responsabile delle reazioni primordiali di attacco e fuga (Creswell et al, 2007): diminuisce così la reattività iperattiva del sistema nervoso simpatico, provocata da emozioni gestite dall’amigdala come la paura e la rabbia.

Persone con esperienze durature di pratica alle spalle presentano, inoltre, un aumento dello spessore di alcune regioni corticali implicate nell’attenzione, nell’interocezione e nell’elaborazione dei dati sensoriali, in particolar modo la CORTECCIA PREFRONTALE e l’INSULA ANTERIORE (Lazar et al., 2005).

Un’ampia letteratura di ricerca suggerisce che la meditazione mindfulness possa avere effetti benefici non solo laddove siano presenti difficoltà psicologiche, ma anche una serie di CONDIZIONI FISICHE, come ad esempio (Walsh & Shapiro, 2006):

  • Ipertensione
  • Malattie cardiovascolari
  • Asma
  • Sindrome premestruale
  • Diabete di tipo II
  • Dolore cronico
  • Cefalea
  • Malattie della pelle

 

“So benissimo che la maggior parte delle persone al solo sentire pronunciare la parola mindfulness pensa subito a fumi di incenso, musica rilassante, e a un monaco tibetano seduto nella posizione del loto in cima ad una montagna…ma in realtà anche noi comuni mortali possiamo, con il nostro ritmo e la nostra misura, praticare questa disciplina con un fine più modesto:
fare del bene alla nostra salute”

cit. Servan-Schreiber, 2011